10/05/2012

Virginio Rosetta

rosetta.jpgNell’evoluzione del calcio italiano, segna una tappa importantissima. Sino al suo avvento, il terzino è un semplice spazzino d’area, il cui compito consiste nell’intercettare i palloni lanciati dagli avversari e rilanciarli più lontano possibile. Lui, invece, non si limita a questo, ma gioca il pallone, cercando di trovare la soluzione migliore per costruire gioco sin dalle retrovie. Pur non essendo molto dotato dal punto di vista fisico, sopperisce alla lacuna con una intelligenza tattica superiore e una tecnica da interno. Doti naturali, del resto, se si pensa che si allena poco. Quanto gli basta per presidiare la sua zona di campo, ove in pratica non si passa. La sua vera forza è la vivida intelligenza che gli consente di capire un attimo prima dove andrà il pallone. Proprio per questo i suoi movimenti sono ridotti al minimo essenziale e non ha bisogno di spolmonarsi per recuperare, quando viene tagliato fuori dall'azione, come invece succede a molti colleghi che non hanno il suo senso del gioco e si fanno trovare impreparati. Forse un punto debole, lo ha anche lui, il colpo di testa, tanto che c’è chi afferma di non averlo mai visto coi capelli fuori posto, dopo un rinvio aereo. Del resto ad intercettare i palloni alti, sono delegati Bertolini e Monti ed è difficile che ne lascino passare qualcuno. La sia carriera pnizia alla Pro Vercelli, ove però ben presto viene fuori il problema che sta rivoluzionando il calcio italiano: la dirigenza dei bianchi, infatti, pensa che giocare con la gloriosa maglia bianca sia un onore e non intende pagare. Alla fine si presenta a Vercelli il dirigente juventino Roberto Peccei, che sarebbe poi divenuto suo cognato, a proporgli di trasferirsi come impiegato presso la ditta dei fratelli Ajmone e Marsan, per 700 Lire al mese. La Juventus, per le sue prestazioni calcistiche, gliene propone altre 300, cui vanno aggiunte 40.000 lire di ingaggio. Di fronte ad una offerta così congegnata, diventa impossibile dire no, soprattutto se dall’altra parte c’è il nulla. E' l'estate 1923 e Viri Rosetta aderisce alla proposta, iniziando il torneo 1923-24 come attaccante. Dopo sole sette gare, però, il Genoa solleva il caso del suo irregolare tesseramento e scoppia un vero scandalo, che va avanti a colpi di carta bollata. Nel putiferio, ci scappa pure un duello tra un dirigente della Juventus, Craveri e uno del Milan, Baruffini. Alla fine il clamore cede il campo ad un minimo di ragionevolezza e Rosetta può riprendere il suo alto magistero calcistico, nelle file della Juventus e della nazionale, ove ha esordito nel 1920. A Torino forma una grandissima coppia con Caligaris, a protezione di Combi e proprio la difesa è la base per la grandissima squadra dei cinque titoli consecutivi. Rosetta mette l’intelligenza, Caligaris la potenza di stile piemontese e l’irruenza sanguigna che caratterizza quella scuola. Del resto, lui è un pragmatico: quando c'è da difendere la rete di vantaggio detta i ritmi della melina e non spreca un pallone, limitando al minimo i rischi per Combi. Nel 1934, corona la sua carriera con il titolo mondiale conquistato a Roma. Ancora due anni di attività e poi si ritira con sei scudetti, un mondiale e 52 maglie azzurre all'attivo.

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28/04/2012

“Il tuo discount Dpiù a portata di mano”



Ancora una volta, in questi giorni, la stampa, soprattutto quella sportiva, ha dato grande risalto allo sviluppo della strategia di comunicazione della Associazione Sportiva Roma. Il nuovo corso impresso dalla nuova proprietà americana, infatti, ha puntato in maniera massiccia sui social network della rete, con il fine di promuovere al meglio il brand Roma. I risultati, sino a questo momento sono stati copiosi e l’interesse destato da questa strategia ha fatto lungamente parlare della Roma, come era nei proponimenti della proprietà, nonostante i risultati sportivi siano ancora non ottimali. Leggendo però i commenti degli addetti ai lavori, si rimane sorpresi dell’atteggiamento quasi fideistico con cui i risultati sportivi sono attesi. Il motivo di tutto ciò è abbastanza semplice: la qualità che ispira tutto il lavoro fatto sino a questo momento non solo non è in dubbio, ma è come se trovasse ulteriore conferma dalla strategia di comunicazione scelta. 

Il parallelo con la strategia adottata dai discount Dpiù, sorge spontaneo. In questo caso, partendo da un rapporto ottimale tra qualità e prezzo, ben conosciuto dalla clientela e dalla capacità dello staff di porsi in un rapporto di collaborazione con il pubblico dei consumatori, essa ha determinato in breve il successo di una catena che, ad oggi, conta oltre 250 punti vendita sul territorio nazionale. Frutto di una qualità innegabile e in continuo miglioramento per effetto di una selezione sempre più severa dei produttori, delle innovazioni tecnologiche dei partner commerciali, di una attenzione certosina che si esplicita tramite verifiche sempre più stringenti delle fonti di approvvigionamento delle materie prime e delle analisi dell' Ufficio Controllo Qualità sui prodotti finiti.  Anche la gamma dei prodotti Dpiù va allargandosi sempre, sino a comprendere frutta e verdura fresca, carne fresca, pane fresco e prodotti salutistici orientati ad una alimentazione attenta ed equilibrata. Il fine dello sforzo messo in campo, è volto a creare e a mettere a punto una strategia che ponga le esigenze della clientela al centro di tutto, ascoltandola, rispondendo velocemente ai suoi bisogni e accorciando le distanze. Alla fine del processo, il cliente non sarà più soltanto un interlocutore con le sue esigenze commerciali da soddisfare, ma una persona a tutto tondo da aiutare nel disbrigo delle pratiche quotidiane, comprese quelle inerenti la classica spesa. Che nei punti vendita Dpiù, accoppia prezzi sempre più convenienti tipici del discount con la qualità e la vasta gamma di prodotti e servizi tipica dei più moderni supermercati. Questo per quanto concerne il prodotto. Ma Dpiù non si ferma a questo aspetto evidentemente fondamentale e punta a creare una rete di servizi che siano in grado di creare un rapporto ancora più stretto con la propria clientela. A partire dalle apps scaricabili gratuitamente. Studiate per essere strumento alternativo al sito e di rapida consultazione per accedere direttamente tramite il tuo smart phon o tablet ovunque ti trovi. Ne deriva un volantino delle offerte che si aggiorna automaticamente ogni settimana con le nuove promozioni, che può essere facilmente scaricato sul telefono e quindi consultato,quando si vuole. Grazie a questo strumento il consumatore ha la possibilità di avere sempre visibili le principali offerte con un aggiornamento costante. Un semplice click, permetterà così di consultare la sezione con i viaggi più belli ai prezzi più bassi del mercato e di trovare il punto vendita più vicino fra gli oltre 250 sparsi in Italia. 

App per Iphone, Ipad e Android, per avere sempre a portata di mano tutte le offerte che Dpiù crea per il proprio consumatore. 

Le applicazioni scaricabili gratuitamente si propongono per essere uno strumento alternativo al sito e di rapida consultazione per accedere direttamente tramite il tuo smart phon o tablet ovunque ti trovi. Il volantino delle offerte che si aggiorna automaticamente ogni settimana con le nuove promozioni, può essere facilmente scaricato sul telefono e quindi consultato, in un click avrai sempre visibili le principali offerte sempre aggiornate. Potrai consultare la sezione con i viaggi più belli ai prezzi più bassi del mercato e con un tocco trovare il punto vendita più vicino a te fra gli oltre 250 in Italia.  

Sito web completamente rinnovato nella veste grafica orientata a fornire tutte le informazioni utili per l’utente, dal volantino con le promozioni sempre aggiornate, alle nuove aperture dei punti vendita in Italia, dalle raccolte punti “Collezioni Dpiù” ai prodotti novità, dai viaggi alle nuove opportunità di lavoro. 

Naturalmente, non bisogna dimenticare il sito web, rinnovato e in grado di proporsi come uno strumento di facile ed immediata consultazione.  La home page è suddivisa in box  che orientano l’utente in una navigazione divisa per argomenti. Il sito viene aggiornato settimanalmente con le offerte dei volantini, i servizi, i punti vendita e le nuove aperture.  E’ stata creata un’area dedicata al Volantino, che è facilmente consultabile on-line e scaricabile da tutte le pagine del sito in cui l’utente sta navigando.  La home page presenta inoltre una parte dedicata alla sezione viaggi Dpiù: cliccando sopra ogni destinazione si accede all’offerta del viaggio dedicato.  Per l’utente è possibile anche comunicare direttamente con Dpiù attraverso un form dedicato o tramite e-mail, inoltre è possibile iscriversi alla newsletter per visualizzare in anteprima le promozioni, lasciando il proprio numero di cellulare, sul quale si potrà ricevere brevi sms con le comunicazioni più vantaggiose, infine, si possono verificare le posizioni aperte di ricerca del personale o di ricerca di nuovi affiliati.

 Insomma: Ci sono persone. E poi ci sono persone Dpiù!

09:48 Scritto da: monthy10 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dpiù | OKNOtizie |  Facebook

22/04/2012

Felice Placido Borel

Borel II.jpgInizia nel Torino, nonostante il padre, Ernesto, abbia militato nella Juventus. La sua fama si sparge presto e il resto lo fa Karl Sturmer, uno dei più abili maestri di calcio mai apparsi in Italia, il quale ne rifinisce le doti, facendone un autentico fuoriclasse. Un giorno, sulle tribune del Filadelfia appare il barone Giovanni Mazzonis, il quale ha giocato col padre e si rende conto che quanto si diceva di questo ragazzino era tutto vero. Lo convince a passare in bianconero e lui aderisce all’invito, indossando la maglia che già il padre aveva vestito dal 1906 al 1910. E’ un attaccante alto, elegante, dotato di una tecnica inimitabile, dribbling secco e tiro possente. Presto, diventa noto alle cronache come “Farfallino” anche se nessuno in realtà conosce i motivi di questo soprannome. Un predestinato che entra in squadra nella stagione 1932-33, quando Vecchina comincia a risentire sempre più spesso dei guai ad un ginocchio che ne stanno limitando la carriera. Il suo esordio avviene da interno, ma poi entra al centro dell’attacco e inizia a segnare senza più fermarsi. Al termine di quel campionato le reti sono ben 29, in 28 gare disputate. E diventano 33 in 34 gare, nel torneo successivo. Ormai sembra che nulla e nessuno possa fermarlo, invece un ginocchio comincia a fare i capricci e da quel momento, come ricorda lui stesso, giocherà con una sola gamba. Con il tempo, è costretto ad arretrare ad interno, ruolo che lo espone meno ai colpi degli avversari e ove può comunque dispiegare una tecnica straordinaria. Naturalmente le reti si diradano, anche se in alcune stagioni torna alle antiche attitudini, come nel 1936-37, quando avendo Virgilio Gambetto come centravanti, approfitta dei varchi che questi gli crea e mette a segno 17 reti. Ormai è entrato nella fase declinante della carriera, anche se proprio quei fondamentali curati al tempo di Sturmer gli consentono di continuare a giocare ai massimi livelli. Nella stagione 1941-42, passa al Torino, insieme a “Pinsa” Bodoira e allo stesso Gambetto, una delle decisioni più disgraziate mai prese dalla dirigenza juventina nel corso della sua storia. Proprio lui, insieme a Novo e a Erbstein, promuove l’adozione del Sistema da parte del Torino che da quel momento si trasforma in Grande. Poi, torna alla Juventus, ove per qualche stagione assomma gli incarichi di allenatore e giocatore, prima di appendere gli scarpini al chiodo, con 131 reti segnate in 247 partite ufficiali nella Juventus, cui vanno aggiunte 7 reti in 25 partite con il Torino. Niente male per uno che giocava con una gamba sola…   

09:42 Scritto da: monthy10 in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: felice placido borel | OKNOtizie |  Facebook